L’Artigianato Piceno

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Se la varietà è l’elemento che più caratterizza l’ambiente della provincia picena, la stessa cosa è possibile affermarla per l’artigianato. Spesso la semplice abilità manuale si trasforma in una vera e propria arte.
E’ così per i merletti a tombolo di Offida. Secondo una leggenda fu la vedova di violinista cecoslovacco ad insegnare alle ragazze offidane la tecnica del tombolo, nel 1476. Il nome tombolo deriva dal cuscino cilindrico pieno di segatura dove viene fissato il disegno di riferimento. Ricalcando il modello, i fili di cotone o seta vengono intrecciati mediante lo spostamento di piccoli fusi di legno appesi alle estremità.

Altra importante attività artigianale è quella della ceramica ad Ascoli Piceno. La tradizione delle maioliche risale alla fine del Settecento, per iniziativa dei monaci Olivetani del convento di Sant’Angelo Magno. Nel secolo successivo l’attività cominciò ad essere svolta da provati cittadini, principalmente dai fratelli Cappelli e dalla famiglia Paci. Grosso sviluppo di questa industria si ebbe negli anni Venti del XX secolo quando l’imprenditore Matricardi mise a punto nuovi metodi di cottura e chiamò valenti artisti. Tra i prodotti principali si ricordano manufatti tradizionali per la casa quali piatti, vasi, servizi da tè, ecc.
Quando l’azienda Matricardi chiuse, nel 1935, molti degli ex-dipendenti decisero di dar vita ad una nuova azienda: la F.A.M.A. attiva fino agli anni Sessanta. Al giorno d’oggi questa arte è portata avanti da numerosi artigiani che con le loro botteghe, nel centro storico, tengono in vita un’arte che per decenni ha fatto la fortuna di Ascoli Piceno.
Altra forma d’artigianato ancora viva ad Ascoli Piceno e nei paesi adiacenti, è la lavorazione del travertino. Ancora oggi, valenti artigiani muniti di scalpello e mazza modellano dolcemente la pietra che ha reso il capoluogo piceno famoso in tutta Italia.

Non va dimenticata Force, la città dei ramai. L’origina della lavorazione del rame viene fatta risalire ai monaci farfensi che già nel Cinquecento costruirono un maglio per la lavorazione del prezioso metallo. Ancora oggi gli artigiani forcesi, muniti di pochi e semplici strumenti, con il solo battere del metallo decorano conche, paioli, piatti decorati e caldai.

Numerose altre sono le forme di artigianato ancora vive nella provincia di Ascoli Piceno. Va ricordata la lavorazione della paglia intrecciata ad Acquaviva Picena, la costruzione dei violini e la lavorazione del ferro battuto ad Ascoli Piceno.
Purtroppo alcune sono andate scomparendo come la lavorazione della seta ad Ascoli e quella della canapa a San Benedetto del Tronto.

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