Appignano del Tronto

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Risalendo le colline verso nord, a pochi chilometri da Ascoli, s’incontra il comune di Appignano del Tronto. Il territorio si colloca in una zona prevalentemente agricola caratterizzata dalla presenza dei calanchi. Secondo la tradizione, il paese di Appignano fu fondato da una famiglia romana (Appia o Appiana) venuta a dimorarvi dopo la guerra sociale. Nel Medioevo Ascoli vi costruì un castello, per la lotta contro Fermo, che venne saccheggiato e distrutto dai Saraceni. Ricostruito, venne nuovamente saccheggiato dal conte Maginardo I che lo diede poi in feudo ai vescovi di Ascoli. Nuovamente ricostruito, per la sua buona posizione fu munito di forti mura e fortilizi e venne utilizzato come rifugio dai fuoriusciti ascolani. A seguito dei vari smottamenti del terreno e del graduale mutamento in centro abitato, del castello di Appignano del Tronto non vi è più traccia. Di notevole interesse è la chiesa di San Giovanni Battista (sec. XIV), che svetta sul caseggiato con il quattrocentesco campanile cuspidato alto 43 metri. All’interno dell’edificio sacro è conservato un reliquiario della croce ad opera dell’orafo Pietro Vannini ed una tavola di Simone De Magistris raffigurante la Pentecoste (1589).
Il territorio di Appignano del Tronto conta circa 2000 abitanti. Un tempo fiorente centro agricolo si è specializzato, oggi, nella coltivazione dell’ulivo.

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