La costa adriatica

Lo spettacolo paesaggistico delle colline picene culmina nella costa adriatica. Il tratto di costa piceno partendo a nord di Cupra Marittima si conclude a Sud alla foce del fiume Tronto, confine naturale tra la regione Marche e l’Abruzzo. Famosa in tutta Italia con il nome di Riviera delle Palme, per la presenza appunto di migliaia di palme soprattutto ai bordi del lungomare, la costa adriatica picena offre una spiaggia sabbiosa ricca di servizi utili alla balneazione.

La zona costiera fu già durante la fine del XIX e l’inizio del XX secolo meta di numerosi villeggianti. Lo sviluppo otto-novecentesco dell’economia turistica è testimoniato dalla presenza di molti villini di bella fattura in stile liberty. Oggi è sicuramente l’industria del turismo il motore trainante dell’economia costiera, ma non va dimenticata la vocazione peschereccia di queste località. Il porto di San Benedetto del Tronto è considerato uno dei principali porti pescherecci d’Italia e d’Europa.

Il più importante centro della costa è rappresentato da San Benedetto del Tronto. Sulle origini ci sono pareri discordanti tra gli studiosi; alcuni la ritengono fondata dai Liburni, antica popolazione italica, altri la fanno risalire all’epoca romana. Il primo significativo mutamento insediativo si ebbe nel 1145 quando Azzo e Berardo di Gualtiero ottengono dal vescovo di Fermo il permesso di costruire un castello nel colle dove oggi sorge il paese vecchio. Tra il XIV e il XV secolo la cittadina venne contesa tra Ascoli e Fermo finchè non si arrivo alla mediazione di San Giacomo della Marca che propose ed ottenne che Ascoli, tramite Monteprandone, avesse la zona dell’attuale Porto d’Ascoli, mentre Fermo otteneva il controllo sul castello e le abitazioni attorno. Durante il XVI secolo San Benedetto fu oggetto di saccheggi e devastazioni, ma questo non fermò l’intraprendenza dei sanbenedettesi che cominciarono a costruire le prima casupole al di fuori delle mura, nella zona prospicente il mare. Lo sviluppo della parte bassa accelerò nell’Ottocento, che vide la nascita di una nuova economia basata sul turismo. A seguito della costruzione della ferrovia Adriatica (1863) cominciano a comparire i primi stabilimenti balneari. Nel 1907 inizia la costruzione del porto peschereccio dove, nel 1912, viene varato il primo peschereccio a motore in Italia. Durante la seconda guerra mondiale la città viene devastata da bombardamenti aerei e navali. Nel dopoguerra continua lo sviluppo turistico di San Benedetto del Tronto ed oggi è considerata uno dei più importanti centri turistici della riviera adriatica. La vita di spiaggia è completata ed integrata da vari impianti sportivi, dal circolo nautico, da discoteche, ristoranti e boutique.

Spostandosi verso nord si raggiunge Grottammare. La cittadina vanta origini antichissime, risalenti all’eta della pietra levigata. Nel Medioevo fu un possesso dell’abbazia di Farfa, ma nel 1214 passò sotto il controllo di Fermo. Tra il XIII ed il XVI secolo, come tutta la fascia costiera fu a lungo contesa tra Ascoli e Fermo. L’antico borgo, le cui mura risalgono al XVI secolo, poggia sulla collina, mentre sulla costa si distende, dalla fine del XVIII secolo, l’abitato marittimo. Nel 1780, con l’avvio del piano regolatore del nuovo incasato, da parte di papa Pio VI, i grottammaresi iniziarono ad edificare le proprie abitazioni alla marina. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, Grottammare divenne una rinomata località balneare, ricca di ville liberty, conosciuta come luogo curativo e termale.

La località costiera più a nord è Cupra Marittima. Anticamente una colonia romana, deve il suo nome alla dea Cupra, divinità picena diventata poi oggetto di culto dagli stessi romani, come testimonia l’altare a lei dedicato al centro dell’antico foro. In realtà il nome Cupra è stato assegnato alla località soltanto nel 1863, con regio decreto, prima si chiamava Marano. Città dapprima di origine picena, viene conquistata dai romani che ne fanno un importante centro per la produzione di olio, olive e commercio marittimo. Con la caduta dell’Impero romano, la cittadina venne ripetutamente saccheggiata dai Bizantini, dai Longobardi ed infine dai Franchi, finché non venne distrutta dai Mori nel secolo XI. A seguito della distruzione i cuprensi si rifugiarono sulle alture e fecero sorgere Castel Marano, Castel Sant’Andrea e Castel Boccabianca. Nel 1076 Marano divenne libero Comune sotto il controllo, però della città di Fermo.

Agli inizi del Novecento Cupra comincia a diventare centro turistico; vengono costruiti numerosi villini liberty ed uno stabilimento balneare; lo sviluppo degli anni successivi la portano ad essere quello che è diventata oggi, un’apprezzata località turistica.